IL MONDO DELLO SPETTACOLO UNITO PER LA PACE IN UCRAINA

Il mondo dello spettacolo unito per la pace in Ucraina. Le dichiarazioni e le condanne degli artisti


IL MONDO DELLO SPETTACOLO UNITO PER LA PACE IN UCRAINA
Elaborata su CANVA.COM

Il boicottaggio culturale contro l’invasione russa dell’Ucraina sta vedendo la partecipazione di moltissimi enti radio, università, teatri, organizzazioni musicali. Sembra non si stia lasciando spazio ad alcuna forma artistica e culturale dalla letteratura al giornalismo, dall’opera ai contest europei, allo sport.
Tra i primi ad escludere partecipanti russi e bandiera bianco-rossa sono stati l’ Eurovision Song Contest e la FIA (Fédération Internationale de l’Automobile). Mentre la BBC, ha deciso di rispolverare le vecchie frequenze a onda corta utilizzate durante la seconda guerra mondiale per riaprire Radio Londra e trasmettere informazioni alla resistenza, mentre la Russia chiude Facebook e Twitter.
Sulla scia delle più grandi organizzazioni internazionali hanno proseguito in molti tra federazioni e singoli artisti da Mahmood a Madonna, da Vasco Rossi a Sting, la direttrice dell’orchestra Lyniv, Camila Raznovich, mentre si susseguono le manifestazioni e gli eventi organizzati per la pace.
Al “Bravo Caffè” di Bologna, Teo Ciaverella (jazzista) ha portato sul palcoscenico, il giorno prima dell’invasione, il “Concerto per la Pace” dove sono andate in scena Oxana Tchijevskaia (pianista russa ) e Alexandra Syrkasheva (cantante ucraina) [FONTE SKYTG24]

Al Bano Parisi, in precedenza inserito nella blacklist delle persone sgradite dall’Ucraina per le sue dichiarazioni simpatizzanti verso la Russia, ha denunciato l’invasione in diretta TV

“Non se lo aspettava nessuno, è un gesto che veramente inorridisce”

[FONTE IL GIORNALE]

Il cantante del gruppo pop ucraino, BoomBox, Andriy Khlyvnyuk, ha imbracciato le armi per andare a difendere il suo paese e su Instagram si è mostrato in un video dove, indossando gli abiti militari ha cantato una canzone popolare.

 

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Sting, domenica 6 marzo, ha postato un video in cui rispolvera la sua “Russians”, canzone sulla guerra fredda del 1985.
L’artista britannico dedica il post ai “i coraggiosi ucraini che combattono contro questa brutale tirannia e anche per i molti russi che protestano contro questo oltraggio nonostante la minaccia di arresto e imprigionamento. Noi, tutti noi, amiamo i nostri figli. Fermate la guerra” [FONTE SKYTG24]

Citazione dal testo di “Russians”:
There is no monopoly on common sense
On either side of the political fence
We share the same biology, regardless of ideology
Believe me when I say to you
I hope the Russians love their children too
There is no historical precedent
To put the words in the mouth of the president?
There’s no such thing as a winnable war
It’s a lie we don’t believe anymore

Traduzione automatica:
“Non esiste il monopolio del buon senso
Su entrambi i lati del recinto politico
Condividiamo la stessa biologia, indipendentemente dall’ideologia
Credimi quando te lo dico
Spero che anche i russi amino i loro figli
Non ci sono precedenti storici
Per mettere le parole in bocca al presidente?
Non esiste una guerra vincibile
È una bugia a cui non crediamo più”

Russians

In Italia, Vasco Rossi ricondivide una citazione di Pablo Neruda

“Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi … per gli interessi di persone che si conoscono ma che non si uccidono.”

Così il mondo dello spettacolo si è unito e si rafforza nella solidarietà verso il popolo ucraino e nella condanna nei confronti di una invasione che ha lasciato tutti a bocca aperta e con il fiato sospeso.

Nel frattempo nella città ligure che ospita il Festival della Musica Italiana, sono andati in scena Oleksandr Semchuke e Ksenia Milas, violinisti marito e moglie di nazionalità rispettivamente ucraina e russa, al Teatro del Casinò di Sanremo per raccogliere fondi per la Croce Rossa. Il loro progetto si chiama “La Musica che Unisce” ed è partito da Sanremo per andare in Tour per l’Italia. Gli artisti inoltre ribadiscono la loro posizione contro il boicottaggio:

“Bisogna distinguere le persone: se parliamo di artisti, che sono diventati il simbolo della politica, indossandone una veste, sicuramente la decisione di limitare la loro presenza la troviamo giusta, ma se parliamo di togliere gli artisti russi dal palco, crediamo che si tratti di un approccio discriminatorio. Limitare la cultura semplicemente perché c’è un pazzoide, credo sia profondamente sbagliato”.

FONTE SKYTG24


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