Rientro in Italia – Leggere attentamente il foglio illustrativo

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Sei all’ estero. Hai deciso di lasciare l’ Italia per un periodo medio-lungo. Chissà dove sei stato. Chissà quali esperienze e situazioni hai vissuto. Quanto divertimento e quante persone hai conosciuto. Quali meravigliosi posti hai bazzicato e frequentato. Sei con il cervello che ti vola. L’ ansia prende spesso il sopravvento. Vuoi uscire, ridere e scherzare più del solito. Sai che a breve tornerai in Italia.


Fai promesse, abbracci e saluti tutti i tuoi amici o almeno quel gruppo di fratelli e sorelle che sono rimasti. A molti hai già dovuto dire addio. Li hai visti passare attraverso un gate, salire su un autobus. Sai che probabilmente quella è ultima volta che li vedrai. La malinconia ti assale e già soffri di nostalgia. Questa volta tocca a te. Fortunatamente dentro di te crei scuse plausibili e cerchi di convincerti che siamo nel nuovo millennio. I social network ti terranno in contatto con loro e ti permetteranno di rincontrarli un giorno. Cosi si avvicina il giorno della partenza condividendo gli ultimi momenti insieme. Ancora non hai pianificato bene il tuo futuro, preso da quello tsunami di emozioni che ti porti dentro. Pensi: “farò di tutto per tornare. Non voglio lasciare per sempre tutto questo. Sono stato troppo bene per perdermelo. L’ Italia va a rotoli e non voglio trascorrere tutta la mia vita fermo in quel posto. Voglio passarci solo le ferie per rivedere i miei cari ed i miei amici. Poi grande fuga. Rientro alla nuova vita. Faccio così. Vado lì.” Pensieri nobili e coscienti che affollano la mente. Ognuno mosso dal desiderio e dalla speranza che vada per il verso giusto. Conosci benissimo quello che hai vissuto dentro e fuori. Il giorno è arrivato. Gli amici ti accompagnano all’ aeroporto. Le ultime battute, gli ultimi sorrisi ed i baci non tardano ad arrivare. Ti stai lasciando tutto alle spalle ma non te ne accorgi ancora. Entri e ti avvii al gate. Take off. Landing. Sei giunto a destinazione. Senti la cassiera del bar, i ragazzi dello staff aeroportuale, i poliziotti, quasi chiunque parlare in Italiano. Focalizzi:”cazzo, sto in Italia”. Non sei abituato a tutto questo se è la prima volta che ti capita. Solitamente torni da una vacanza, da un break, da un breve periodo di ferie. I pensieri sono sempre stati legati all’ ansia della routine e alla mancanza di volontà nel tornare a lavoro. Ora è diverso, sei felice perché stai per incontrare tutti. Tornano le cene con gli amici, i pranzi domenicali con la famiglia. Rivedrai quei posti che ti hanno fatto compagnia fino all’ anno precedente. La tua città e la tua gente. Soprattutto la tua casa. Ti lasci andare a tutto ma qualcosa non va. Sei pieno di te ma lo spirito si sente lontano, a volte solo. In realtà sei presente solo con il corpo. Vorresti essere ubiquo, un po’ come Padre Pio – non è blasfemia, capiamoci bene. Vorresti veramente avere dei poteri telecinesi e teletrasporto. Magari potresti impugnare il martello di Thor e volare su un altro pianeta. Hai finito i soldi, non riesci a trovare un lavoro ed hai preso almeno 10 kili. Giorno dopo giorno sono trascorse settimane, mesi. Sei rimasto incastrato in un imbuto cosmico. Sei nella bocca della balena. Giusto Pinocchio e la Fata Turchina possono venirti a salvarti.
Non hai capito un emerita minchia di ciò che ti è capitato. L’ unica sicurezza è la consapevolezza di sentirsi come uno scoglio. Immobile, fermo e a tratti bagnato da emozioni mentre tutto si muove intorno a te. Aspetti il motivo o il momento, magari i soldi. In realtà cerchi solo di trovare quel coraggio che sembra solo un lontano presagio. Sei nella tela del ragno. Trova una soluzione stai per essere mangiato.

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Leggere attentamente il foglio illustrativo

TEMPUS FUGIT

Stefano Cimini

(Testo senza revisione – scritto mentre sto in macchina col Peroni e Angelone)