Perché è così bella la Sagra del Carciofo di Ladispoli

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(Nella foto di copertina Io con 22 chili di più e Claudio Nardocci, presidente dell’ Unione Nazionale Pro Loco d’ Italia durante la 64° Edizione della Sagra del Carciofo)

Solitamente all’avvicinarsi del periodo della Sagra del Carciofo i ladispolani cominciano a borbottare lamentele di ogni genere da “ma che palle pure quest’anno!” a “ora la città si blocca per tre giorni, nemmeno è iniziata e già non vedo l’ ora che finisca” a ” sai il traffico, i problemi per il parcheggio, tutta quella gente, quel casino?!?”

Sinceramente io la vedo diversamente. La Sagra del Carciofo è antropologicamente parlando come una festa in cui si celebra il raccolto e l’ inizio di una nuova stagione. Un periodo in cui la comunità si riunisce per le strade e festeggia il frutto della terra più importante della zona. Il sole comincia a essere sempre più alto, l’ aria si colora di fiori e le strade profumano di primavera. Le api si svegliano, le tartarughe escono dal letargo e le persone hanno più voglia di uscire per godersi le prime belle giornate. La sagra sigla la ripresa della vitalità e la voglia di stare bene delle persone ancora affannate dalla malinconia e la noia invernale. Inoltre, i tre giorni di celebrazioni cittadine racchiudono e incorporano momenti di svago, musica, divertimento, le prime abbronzature, i gusti e le essenze della Piazza dei Sapori, davanti lo stabilimento Columbia nella Piazza dei Caduti, momenti di convivio, l’ incontro di persone che non si vedevano da tempo, l’ arrivo dei turisti, le strade che diventano vere e proprie fiumane, le passeggiate, il buon vino e per concludere i fuochi d’ artificio  tra i più belli d’Italia.

Personalmente, per ciò che riguarda le mie abitudini, aggiungo la collaborazione con la Pro Loco Ladispoli e l’ Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d’ Italia) per la realizzazione dell’ evento. Questo mi aiuta a percepire meglio la vitalità della festa in quanto si cominciano a preparare le strade per accogliere i banchi dei rivenditori, degli espositori e delle associazioni, si appendono le locande con il Carciofo, Re indiscusso delle tre giornate, si vanno a prendere mille caffè con Laura, Claudio, Ninetto, Roberto e Vittorio, gli organizzatori storici. Anche se con qualche attimo di fatica per incastrare i giorni di collaborazione con quelli lavorativi, comincio a sentire il bello della stagione grazie a tutto questo insieme di attimi. Sono 16 anni oramai che faccio parte di tutto questo e ogni anno non vedo l’ ora che tutto abbia inizio. Credo che le persone dovrebbero apprezzare di più la Sagra perché anche se il Carciofo porta alla mente prese in giro, bisogna sempre pensare a tutto il lavoro svolto durante i mesi per la preparazione e la perfetta riuscita dell’ organizzazione, al simbolismo e all’ importanza socio-culturale alla quale nessuno fa tanto caso per pensare piuttosto a tutto ciò che c’è di negativo o di problematico.

Quindi venite, accorrete, godete, divertitevi e facciamo anche di questa 65° Edizione della Sagra del Carciofo Romanesco un momento in cui esibire felicità, gioia e vitalità rinnovata nella Primavera.

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