Convivenza Ostile – Rockdale, Sydney, New South Wales, Aprile 2011

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Un giorno ti ritrovi inevitabilmente coinvolto in qualcosa che non ti aspettavi. Stai vivendo in una casa con degli estranei, ognuno una nazionalità diversità dalla tua, visti per la prima volta 17 giorni prima. Ognuno con le sue abitudini, le sue usanze, credenze, usi e costumi. Ognuno si comporta in qualche modo che non ti rispecchia e capisci quanta diversità c’ è fuori dalla tua nazione d’appartenenza, patria e madre dei tuoi comportamenti e pensieri. Ogni cosa sembra non essere al posto giusto, effettivamente per la tua mente non lo è. Sei invischiato in un calderone di situazioni da cui sai di non potere uscire prima del tempo di cottura. Ti bolli, ti sali, ti riscaldi e ti stressi. Sei infinitamente felice perché sei dall’ altra parte del mondo, a testa giù. Sei nel regno di OZ, Upside down e vivi a Sydney. Chi non sarebbe entusiasta? Eppure non riesci a condividere niente con queste persone, solo il fatto ideale di essere allo stesso tempo sotto lo stesso tetto. Ti ritrovi immediatamente coinvolto a fare i conti con te stesso, la tua persona, la tua mentalità e tutto quello che hai lasciato, seppur momentaneamente, alle spalle.

Devi tenere duro. Non riesci a rapportarti a loro. Non perché tu non sia pronto o aperto per farlo bensì non trovi punti di contatto. Inevitabilmente nasce il confronto con tutto ciò che per te è stato consueto fino a quel punto. Senti le tue abitudini troppo differenti dalle loro. D’altronde uno è spagnolo, uno polacco, uno brasiliano e gli altri due sono una coppia di bielorussi. Vedi che non sono puliti. Non fanno il loro dovere a lasciare la casa in un modo decentemente affidabile per la sopravvivenza. Ti accorgi che in casa con te ci sono i corkroach (scarafaggi), colonie di acari, mosche e qualche altra sorta di animaletto pronto a punzecchiarti, lo senti sulla tua pelle ma ogni volta che provi a prenderlo trovi solo una nuova bolla da grattare. Sei impelagato in una sensazione di non conformità che sfiora l’irrazionalità del razzismo e dell’ intolleranza. Il sentimento si fa sempre più forte davanti alla maleducazione e all’ incomprensione delle giuste regole del rispetto e della convivenza. Facciamo tutti parte della stessa razza ma ci sono tali differenze che se non si impara a convivere con la diversità si diventa inevitabilmente intolleranti e razzisti. Naturalmente non è un razzismo biblo-scientifico stile 19° secolo. Questa è una intransigenza: è un razzismo rivolto al singolo individuo e alla sua incapacità di stare dentro una casa nel modo corretto. Questo non implica che tu senta di essere il migliore del mondo e di essere l’unico a conoscere le giuste regole della convivenza. Significa semplicemente che ti rendi conto di vivere nello squallore, nella polvere, nello sporco. Un appartamento che a prima vista appare moderno e confortevole diventa una bettola. Vai al bagno e ti ritrovi manciate di peli pubici e capelli in ogni dove. Alzi la tavoletta e ti ritrovi di fronte a chiazze di piscio che stanno prendendo il the delle 6 mentre mangiano una manciata di biscottini inglesi e un cheesecake.

Cerchi di pensare: “ Stringi i denti! Dai! Devi trascorrere in questa tana altri 40 giorni. Dai su 40 giorni passano in fretta. Nel frattempo cerca di pensare al lavoro che stai per cominciare. Pensa che stai a Sydney e sei circondato da una marea di bellezze artificiali e naturali solo sognate finora. Intorno a te ci sono una marea di divertimenti e cose da fare. Cerca di non dar peso alle cose. Focalizzati sull’ esperienza e concediti ogni tipo di svago che l’ Australia può offrirti. Sono solo delle persone con diverse abitudini e che magari, come te, sono alla prima esperienza all’ estero”. Mentre dai un senso positivo a tutto, una risata ti distoglie e senti un essere succhiare il the dalla tazza, sembra una bestia priva di educazione; un altro personaggio emette flatulenze e rutti in continuazione come se fosse la canna fumaria di un treno a vapore, chiedendo scusa subito dopo, non riuscendo a capire di dovere tappare quegli orifizi che intonano schifo in ogni momento. CAZZO! Non ti importa delle sue scuse. Ti vorresti alzare e piano piano avvicinarti con espressione amichevole per poi sputargli in volto. Non lo farai perché tu sei diverso da loro, tu sai di conoscere un qualcosa che qualche europeo un giorno ha chiamato “Galateo”. Conosci le regole del rispetto e guardi avanti dritto alla tua meta informandoti, di giorno in giorno, riguardo la possibilità di trovare una nuova sistemazione, in un ambiente senza persone: un appartamento tutto tuo. Pensi in modo nudo e crudo sfiorando livelli animaleschi.

E’ sera e ti sei svegliato presto la mattina per andare a preparare circa 300 bagel – pane a forma di ciambella di tutti i gusti, dal seme di papavero a quello di sesamo, dal formaggio a quello al mirtillo. Sei stanco e domani dovrai fare la stessa cosa. Vai a dormire, pulisci la mente e chiudi gli occhi. Ancora non sai che finirai dentro un ostello per cinque mesi e, nonostante le voci riguardanti quei posti, vivrai l’ esperienza più bella della tua vita. Sono passati solo 17 giorni, non puoi trarre conclusioni e ancora non capisci quanto quello che sta per accadere stravolgerà per sempre il tuo sguardo sul mondo. Ti innamorerai della vita e delle persone, tutte. Amerai il vivere a 360°.

L’ avventura continua…

Stefano Cimini

(tratto da un pensiero scritto il 17 Aprile 2011 a Sydney, Rockdale da me stesso)

 

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