21 Chili in 6 Mesi – Parte 2 “Il Segreto”

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A ridosso di questi giorni di festa, dove tutti ci siamo abbandonati ai piaceri del palato e abbiamo inebriato i momenti con vino, prosecco e digestivi, credo sia quasi d’ obbligo scrivere la seconda parte di “21 Chili in 6 Mesi”.

Non appena mandato giù il nodo alla gola, provocato dalla presa di coscienza delle analisi scandalose e delle parole rombanti del dottore, ho cominciato tra varie incertezze la dieta. Prima di quel momento non mi sono mai dedicato a questo genere di cose. Ho sempre pensato che mi piaceva mangiare e bere. Purtroppo l’ ho fatto esagerando, proprio come ogni cosa che ho fatto fino a quel momento. La prima cosa da fare è stata consultare il foglio lasciatomi dall’ endocrinologo. Passati i primi giorni, cercando di seguire passo per passo le indicazioni, ho deciso di fare di testa mia. Non sono mai stato in grado di “leggere attentamente il foglio illustrativo”. Ho capito ciò che non avrei più dovuto ingurgitare: grassi e zuccheri. Cosa significa? Addio alla carne rossa, ai formaggi, agli insaccati, agli affettati, a qualsiasi tipo di dolce e agli alcolici. In pratica nulla. Come ho fatto, ti chiederai. Diciamo che motivato dalla paura, mi sono posto un obiettivo: seguire questa nuova alimentazione fino al 23 Giugno, giorno della data “Sound Check Live Kom” di Vasco Rossi all’ Olimpico, e fare uno strappo alla regola. Circa 50 giorni di carne bianca, verdura e pesce. I carboidrati non li ho mai eliminati, 80 grammi a pranzo e altrettanti a cena. Olio solo a crudo. Tanta acqua, yogurt magri e succhi senza zucchero. I primi giorni sono trascorsi all’ insegna del malumore e di una sorta di depressione. Lo stress ai massimi livelli, considerando il fatto che una settimana prima mi era stata ingiustamente sospesa la patente. Sembra mi avessero tolto ogni cosa. Fortunatamente ho avuto dalla mia parte l’ arrivo dell’ estate e le origini abruzzesi. Passata la prima settimana ho perso circa 5 chili. Ho rispolverato la mia fantastica bicicletta, via di mezzo tra una graziella ed una bmx chiamata la “F**k U”. Facendo i turni, ho avuto molto tempo libero che ho sfruttato uscendo a piedi o su due ruote. Un panino leggero ed un paio di mele nello zainetto, sono stato in spiaggia 4 o cinque volte la settimana. Il corpo ha cominciato a modificare la sua forma. Ogni giorno ho incontrato qualcuno qualcuno che esclamava “quanto sei dimagrito!”, o “ah Ste, bravo oh! questa volta fai sul serio Continua così”. Forte di queste considerazioni, la motivazione è andata crescendo. Sono andato a feste, pranzi e cene, senza mai sgarare. Mai un goccio di vino, mai una fetta di prosciutto. Nonostante ci fosse anche qualcuno a tentarmi, non capendo bene la realtà dei fatti e l’ impatto psicologico che quelle raccomandazioni hanno avuto nella mente; ho tirato dritto per la mia strada. Piano piano, ho imparato a sapermi regolare e pormi dei freni, capendo che quel fatto di dire “non ce la faccio, mi piace troppo mangiare”, in realtà nasconde una sorta di dipendenza dai cibi grassi e dal piacere che provocano nel cervello durante l’ assunzione.In soldoni, questo nuovo percorso è stato una battaglia contro me stesso e tutto ciò che ero stato. Arrivata la data fatidica sono passato dai 91.5 chili sul groppone agli 80/81. Diciamo 10 chili in meno di 49 giorni e tasche più piene. Fatto il concerto di prova, mi sono abbandonato al gusto e al divertimento, facendo altre due date, sfiorando le 4 su 4 a Roma. L’ ultima l’ ho saltata perché non mi andava per la terza volta di andare li fuori senza biglietto. Finita Albachiara il pensiero ha switchato “si torna alla nuova normalità, alla vita sana e decorosa”. In questa settimana è stato fondamentale non perdere l’ abitudine alimentare, anche se per alcune sere ho bevuto in modo leggermente smisurato. Sono passati 7 giorni allo stesso peso, a dimostrazione che non mangiare grassi mi ha aiutato a rimanere su un peso bilanciato e che gli alcolici hanno intaccato pesantemente sul risultato  -naturalmente gli alcolici non fanno bene e non ne va consigliata l’ assunzione, sia per i problemi fisici che i danni collaterali che provocano a chi ci sta intorno, ma una dose minima non guasta.

A questo punto siamo giunti ai primi giorni di luglio e abbiamo affrontato i primi due mesi. Il cammino è quasi giunto a metà strada. Le difficoltà cominciano ora. Cosciente del fatto che posso concedermi qualche strappo.

21 CHILI IN 6 MESI – LEGGI TUTTA LA STORIA 

Stefano Cimini

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